Vince artista, Vince collezionista

IL PORTO SEPOLTO
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce coi suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto
G.Ungaretti

La nostra vita moderna di uomini e donne intrappolati nel Terzo Millennio, conosce divinità diverse da quelle di un tempo. Serviamo degli dei diversi persino da quelli dei nostri genitori, per non parlare dei nostri avi. Tempi dove ognuno accende le candele all’altare che più gli comoda, per seguire senza sbalzi la corrente del progresso e del benessere. Tempi ai quali non possiamo sottrarci, essendo noi il frutto di chi ci ha preceduti, e, dove sicuramente il più tiranno di questo moderno Pantheon è il Tempo.
Nessuno di noi, nemmeno il più fortunato, può dirsi esente dal controllo di questo Signore. Con la sua assenza incanala le nostre vite quotidiane in un tunnel fatto di velocità, di corse, di maggiori sforzi per ottenere di più in minor lasso temporale possibile.
Ogni mattina ci alziamo, ed il mondo esterno è già un passo avanti a noi, tutto ciò che possediamo, e per il quale ci siamo sacrificati è obsoleto, sorpassato, rimpiazzato. La corsa verso il futuro non contempla pause, non contempla il riposo, il silenzio e la meditazione.
In questo scenario in perenne evoluzione, capita, talvolta, di incontrare degli esseri strani, fuori luogo potremmo quasi affermare. Persone che, incuranti del passaggio del rapido treno dell’Obsolescenza che tutto travolge e porta via, trovano il tempo di fermarsi, e addirittura di guardare indietro.
Queste persone, come il poeta psicopompo del Porto Sepolto di Ungaretti, si tuffano nel passato per portarci indietro le cose belle, ci fanno dono di bellezze dimenticate, riportano il valore delle cose a ciò che dovrebbe essere, si legano affettivamente agli oggetti per sottrarli all’abbraccio della dimenticanza.
Queste persone sono i Collezionisti, piccola e al contempo grande setta di persone che operano contro il Tempo stesso e ci regalano, a noi esseri in perenne evoluzione, il piacere delle cose passate, il gusto di tirar fuori oggetti, opere, musiche dal profondo mare del Passato, permettendoci di godere le gioie di gesti ormai per noi superati, impolverati e impacchettati.
Il Collezionista sottrae, col suo minuzioso ed incessante cercare, gli oggetti dal loro valore intrinseco stesso e li porta a galla per noi avvolti nella bolla dell’affettività, donando loro un nuovo splendore, una vita che prima gli era stata negata.
Nessun campo è fuori dall’azione del Collezionista, non si sono oggetti più importanti e altri meno. Ogni piccolo oggetto, persino una figurina, può, come una madeleine di Proust riportare indietro sensazioni ormai sopite, momenti intimi e personali di un tempo trascorso e, talvolta, non pienamente vissuto.
Armato della luce della Passione, il Collezionista si tuffa nelle profondità oscure dell’Oceano della Memoria, sempre più a fondo, sempre in continuo dialogo con se stesso ed il proprio mondo interiore, fino a scoprire il Porto Sepolto che ognuno porta dentro di sé, per poi riemergere con l’inesauribile segreto da disperdere nuovamente nel mondo.
Già in passato la penna si è trovata a scrivere di Vince come artista, delle sue opere e del suo modo di dialogare con gli altri attraverso il gesto e la materia. Oggi mi trovo qui a descrivere più che l’artista Vince, l’uomo Vincenzo, persona di altri tempi nei modi e nelle passioni, un esemplare tra i più attivi della fazione dei collezionisti.
La passione per l’Arte in Vince nasce proprio dal collezionismo, dall’innamoramento verso le opere altrui, da acquisire e inglobare nella propria interiorità umana e di artista, in un dialogo sempre aperto tra il compiuto e l’idea da sviluppare e tendere come un elastico fino all’esplosione creativa. Prima che esecutore materiale del proprio linguaggio, Vince è collezionista e studioso delle opere di altri artisti, in speciale modo di pistoiesi.
Nella suo piccolo museo privato troviamo nomi come Buscioni, Kaufmann, Melani, Kounellis, Josef Nàlepa ma anche di giovani promesse come il nipote Walter Di Piazza, Ruggiero Lacerenza e tanti altri.
Ogni opera acquisita è per Vince un tassello della sua storia personale, ma anche una importante testimonianza dei vari movimenti artistici non solo quello pistoiese. Tramite il suo gusto estetico, e, spesso, la conoscenza personale con gli artisti, Vince crea un ponte ideale con il suo passato per riemergere a noi come Artista, parlandoci attraverso la sua Collezione, del suo intimo percorso che lo porta ad essere adesso un uomo moderno, ma al tempo stesso testimone in fieri della cultura artistica a lui cara.